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Statuto11: workplace as city

Gli arredi Fantoni per uno spazio innovativo nel cuore di Milano.

La connessione profonda con la città è una prima cifra fondamentale di Statuto11, nuova sede di eFM a Milano. Un luogo insolito e affascinante che si trova al centro della città, proprio dove batte il suo cuore creativo: il Brera Design District. Sembra che il quartiere di Brera si innesti in questo ufficio, passando dalla strada ad un giardino segreto, fino all’ingresso, senza soluzione di continuità. Statuto11 si pone come un ecotono abitato da diverse dimensioni, dove si incontrano e si sovrappongono il pubblico e il privato; il verde e il costruito; l’azienda e il centro culturale; la vita privata e quella lavorativa.

Ad abilitare questo progetto davvero innovativo - non solo per il panorama italiano - sono due fattori determinanti: la tecnologia e le scelte degli arredi.

Tecnologia. In Statuto11 nessuno ha una postazione assegnata: lo stesso ‘diritto’ accomuna tutti, dal CEO allo stagista. Ognuno è chiamato a scegliere volta per volta lo spazio migliore in base all’attività che deve svolgere (Activity based workplace). Senza scomodare Rifkin, si può serenamente affermare che qui si sperimenta il passaggio dall’era del possesso all’era dell’accesso. 

È uno spazio pervaso dell’Internet of things: sensori integrati controllano in tempo reale lo stato del comfort abitativo (temperatura, luce, rumore, umidità, etc) e raccolgono i feedback degli abitanti. Questa ricchezza di dati alimenta l’algoritmo di un digital assistant che accompagna le persone nella scelta degli spazi e delle modalità migliori per realizzare il proprio lavoro. La tecnologia è ‘trasparente’: la dimensione digitale è al servizio di un’esperienza analogica volta al miglioramento della qualità dell’abitare.

Arredi. Perché questa ‘rivoluzione’ possa funzionare devono essere intelligenti non solo le dotazioni tecnologiche, ma anche gli arredi che le accolgono. Anche lo spazio deve diventare ‘responsive’, capace di rispondere adattivamente alle esigenze di chi lo vive (hybrid workplace). Un’importanza strategica riveste l’adozione dei tavoli Hub di Fantoni, il cui design intelligente è stato fondamentale per integrare le soluzioni tecnologiche e, soprattutto, la cultura di un’azienda innovativa come eFM. Con Hub i confini fra lavoro progettuale e lavoro di management si assottigliano, così come le gerarchie e le funzioni di ciascuno. Hub promuove una comunicazione informale, la possibilità di cambiare postazione e assetto, di confrontarsi in modo diverso a seconda dei vari momenti della giornata.  La sua perfetta struttura geometrica è sviluppata affinché il suo telaio configuri postazioni indipendenti o composizioni multiple, una sorta di scatola senza pareti che favorisce una dimensione osmotica del relazionarsi con lo spazio e le persone. Hub è materico e contemporaneo: sceglie finiture naturali per il piano e la radicalità dell’ISB in scaglia di legno, ma li contrappone a tessuti dai colori assoluti.

“La decisione di adottare la collezione Hub – spiega Giuseppe Capicotto, General Manager Italia di eFM - è nata dalla esigenza di creare uno spazio fisico e culturale capace di adattarsi velocemente a necessità anche molto differenti. Uno spazio dedicato alla condivisione, ma anche un luogo di riflessione e lavoro individuale, in costante relazione con sollecitazioni interne ed esterne”.

In Statuto11 gli Hub Fantoni sono situati in due Hive - gli alveari - dove si crea, si condivide e si produce ma che, in pochi minuti, possono essere riconfigurati per trasformare l’alveare della produzione di eFM nella piazza della condivisione o nel teatro dell’incontro.

Il metodo di eFM, applicato anche in Statuto11, permette così di armonizzare le esigenze di chi si occupa del patrimonio immobiliare - l’ottimizzazione dei costi - con quelle di chi si dedica alla valorizzazione del patrimonio umano di un’azienda – il benessere e la produttività delle persone.

Statuto 11 come una Città – ha detto Daniele Di Fausto, CEO di eFM, il giorno dell’inaugurazione - interseca e contamina le varie dimensioni della vita. È proprio la capacità di accogliere e sostenere armonicamente i diversi interessi e bisogni di una persona e di una comunità ciò che rende un luogo, come una città, coinvolgente, vivo e vitale”.

 

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